| |
|
| Questa
è una conversazione tra Armando Verdiglione e Grigorij Zejtlin nel
corso dell'inaugurazione della mostra allestita presso la Villa san Carlo
Borromeo di Senago. Un giorno mi trovo qui con Helena e Michail
Gurwic e chiedo loro: chi è l'artista ebreo più importante
a Mosca? Mi rispondono: Grigorij Zejtlin. Parto per Mosca, telefono, e
vado nell'atelier. Grigorj Zejtlin, dov'è nato? GRIGORIJ ZEJTLIN In Bielorussia, dove è nato il nostro maestro Cernichov, ottantacinque anni fa. AV. Quando è andato a Mosca? G.Z. In breve. Mi sono laureato all'Istituto d'arte nel '31, poi sono partito come soldato e ho partecipato alla seconda guerra mondiale, dal primo fino all'ultimo giorno. Ho ricevuto tante medaglie per quanto ho fatto in quegli anni. A.V. Durante la guerra lei dipingeva? Josif Gurwic mi ha raccontao che lui, durante la guerra, dipingeva. G.Z. No, io non dipingevo. Si trova qui l'unico disegno che ho fatto durante la guerra. L'ho fatto in treno, durante il trasferimento al fronte. Dopo la guerra ho incominciato a lavorare come insegnante in un Istituto d'arte frequentato da handicappati e invalidi di guerra. terminata la guerra, ho lavorato, ho dipinto tante opere e partecipato a moltissime mostre in Russia e in altri paesi. Non avevo mai fatto una mosra di soli disegni, di solito erano mostre con lavori a olio e altre tecniche. Questa è la mia prima mostra di disegni e me ne rallegro. A.V. In questa mostra prevale il disegno, pochissime
sono le opere a olio. Voi sapete meglio di me che il disegno è
la base della pittura. Un maestro si rivela con il disegno. G.Z. In venti paesi. Ma non sono mai stato in Israele. Molti miei lavori
si trovano nei musei americani. A.V. Sima, quanti anni aveva quando ha sposato Grigorij? SIMA Ventidue anni. A.V. Si è trovata a sposare un grande artista: in che modo lo ha seguito per tutta la vita? Ha fatto parte del suo atelier, del suo lavoro? SIMA È stato per caso. Un giorno dovevo telefonare e non trovavo un telefono. Allora sono andata a bussare a un appartamento in cerca di un telefono. Mi ha aperto Grigorij. Mi vede e la prima cosa che dice è: "Tu sarai mia moglie". Natualmente, ho riso, poi però è accaduto propio così. Lui aveva cinquantuno anni. Da allora, ha voluto che io partecipassi a tutte le mostre, a tutti i viaggi, a tutte le feste. A.V. Quindi Grigorij ha voluto che lei lo accompagnasse, sempre, dappertutto. Però lui lavorava da solo nell'atelier... SIMA L'atelier, dove lui lavorava, era anche la nostra casa, quindi anch'io
stavo sempre lì. Ma, siccome insegnavo tedesco in un istituto,
per aiutarlo sceglievo io le modelle e erano ragazze giovani. Non ero
gelosa perché per una modella andare dal pittore è come
andare dal dottore! |
|
| Il
materiale di questo sito è tratto dal libro d'arte
"Grigorij
Zejtlin. L'IMMAGINE DELLA RUSSIA", Spirali/Vel 1996 |